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Sabato 6 Giugno, al cinema Astra, si è svolta l’attesissima serata di premiazione per i tre concorsi principali, “Anteprimadoc”, “Casarossadoc”, “Cortodoc”.
Alla mattina, i favoriti del concorso principale, sembravano essere due film presentati entrambi venerdì, “211 Anna” di Massimetti e Serbandini e “Io, la famiglia Rom e Woody Allen” di Laura Halilovic (anche i due titoli più interessanti sulla carta, almeno per quanto mi riguarda). Le previsioni sembravano essere confermate, in quanto i due lavori si stavano spartendo la maggior parte dei riconoscimenti “minori”. All’ultimo momento, però, la giuria, capitanata da Giuseppe Bertolucci, dichiara che il vincitore del secondo premio è “Padre nostro” di Lo Giudice, mentre assegna il primo premio a “Molto visibile, segretamente nascosto” di Donatella Di Cicco. Non ho ancora avuto occasione di vederli, quindi non posso giudicare se i premi siano meritati o meno, ma prendo atto dell’esito sorprendente. Infatti, le pellicole vincitrici erano passate quasi in sordina. Sembra, però, che la giuria, nonostante abbia sottolineato l’importanza politica di “211 Anna”, non abbia avuto abbastanza coraggio, perchè ha preferito premiare due opere intimiste (almeno così sulla carta), invece di due film che affrontano tematiche sociali e attuali.
Per il secondo concorso, quello riguardante i dieci migliori documentari della scorsa stagione, “Casarossadoc”, la giuria polare, secondo alcune indiscrezioni, si è divisa tra “Rata nece biti” di Daniele Gaglianone e “Below Sea Levet” di Gianfranco Rosi (per molti i due migliori film del festival). Alla fine ha scelto il secondo, lasciando, secondo più persone ingiustamente, a mani vuote l’opera di Gaglianone. Una menzione speciale è andata giustamente a “Come un uomo sulla terra”, film stilisticamente molto semplice, ma importantissimo nei contenuti. Una delle più grandi pecche della giuria è quella di aver completamente ignorato “Armando e la politica” di Chiara Malta, uno dei pochi film che è riuscito ad essere interessante sia dal punto di vista formale che delle tematiche.
I premi distribuiti peggio, però, risultano quelli del concorso “Cortodoc”, con una giuria di redattori di “Film Tv”. Infatti, il primo premio è andato ad uno dei titoli meno meritevoli del concorso “Un mondo difficile”, lasciando completamente a mani vuote “Pentagrammare”.
Ecco la lista principali vincitori:
Vela d’oro (“Anteprima doc”): Molto visibile, segretamente nascosto
Vela d’argento (“Anteprima doc”): Padre nostro
Premio “Casarossadoc”: Below Sea Levet
Menzione speciale “Casarossadoc”: Come un uomo sulla terra
Premio “Cortodoc”: Un mondo difficile
…e ora, i vincitori morali:
Anteprima doc: “211 Anna”, “Io la mia famiglia Rom e Woody Allen”
Casa Rossa doc: “Rata nece biti”, “Armando e la politica”
Corto doc: “Pentagrammare”, “Ivan e Loriana”
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Per motivi di tempo, non siamo riusciti a recensire tutti i titoli del concorso “Cortodoc”. Per rimediare a ciò, ne commenteremo quattro, ovvero “Un mondo difficile” (vincitore del primo premio), “Ivan e Loriana” (il quale ha avuto un riconoscimento minore), “La scuola fra le nuvole” e, infine, “Pentagrammare” (ingiustamente lasciato a mani vuote).
“Un mondo difficile”: questo documentario segue in una notte tre writers, che vanno a dipingere un treno in una stazione di Roma. Il regista Vincenzo Frenda ha dichiarato di voler raccontare, oltre al mondo dei writers, la periferia romana, usata da “campione” per tutte le periferie italiane. Lo scopo è riuscito a metà, in quanto gli obiettivi sono risultati troppi per un corto di dieci minuti, che alla fine non riesce a dire molto, neanche sui tre protagonisti. Peccato, l’argomento è interessante, ma il risultato, anche formale, è piuttosto deludente. Primo premio immeritato.
“Ivan e Loriana”: i protagonisti del film sono due bambini sordomuti, a cui viene insegnato a parlare da alcune suore. L’opera segue queste piccole lezioni in modo semplice e sobrio, e riesce in dieci minuti, grazie a Ivan e Loriana e all’ottima scelta delle musiche, a coinvolgere lo spettatore. Il merito maggiore del documentario in questione è, però, quello di affrontare questo tema non cadendo mai nel patetico e, nello stesso tempo, senza essere neanche troppo freddo e distaccato. Insomma, il regista Cattini riesce a mantenere l’equilibrio tra il coinvolgimento emotivo e la distanza necessaria per realizzare un lavoro del genere. Uno dei migliori titoli del concorso.
“La scuola fra le nuvole”: altro film del concorso dedicato alla scuola e ai bambini. La pellicola di Annamaria Gallone è ambientata tra le montagne del Marocco, dove c’è una piccola scuola per i figli dei contadini. Un modo per combattere l’analfabetismo e dare un po’ di speranza in un luogo dove regnano fame e miseria. L’opera risulta ben fatta, classica nello stile e con delle belle immagini. Titolo efficace.
“Pentagrammare”: dopo la proiezione fuori concorso e a sorpresa de “E il Dado?”, viene presentato nel concorso Corto doc, un altro film di Silvio Canini, Pentagrammare, terzo di una trilogia dedicata al mare. Tra le opere mostrare è la meno documentaristica e la più originale, tant’è che risulta quasi surreale e senza tematiche precise. La pellicola è un movimento di camera di 6 minuti, che inquadra il mare e alcuni bagnanti, con lo sfondo di una canzone e l’immagine dei riflessi del sole, i quali sembrano note musicali. Avrebbe meritato almeno un riconoscimento, mancato probabilmente per la mancanza di contenuti forti.
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A Palmi, in provincia di Reggio Calabria, ogni agosto per la festa della Varia viene scelta una bambina, proclamata “Animella”, che rappresenti la Madonna nell’atto di ascesa al cielo. Si tratta di una vera e propria selezione, man mano le bambine che hanno ricevuto meno voti vengono scartate, fino ad arrivare alla scelta finale. L’Animella dovrà stare seduta su un seggiolino posto sopra una struttura scenica mobile alta più di quindici metri.
Stella di Tocco riprende con sguardo attento l’evolversi dell’evento, focalizzando l’attenzione sulla selezione dell’Animella.
