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Incontro davvero emozionante con il guru Julien Temple, regista di documentari e videoclip sulla musica. Julien ci spiega come sia nata la sua passione verso il mondo della documentazione filmica e soprattutto ci racconta attraverso le sue immagini, l’atmosfera punk degli anni ‘70. Al Festival sono stati presentati contributi filmati come The Great Rock ‘n’ Roll Swindle, in cui Malcolm McLaren, manager dei Sex Pistols, mostra in dieci lezioni come truffare l’industria musicale, oppure il “rockumentary” The Filth and the Fury, collezione di materiali di repertorio che narrano tutta la storia di questa incredibile band.
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Intervista ad Alberto D’Onofrio.
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Intervista alla regista cubana Sandra Gómez che ci racconta il suo documentario “El futuro es hoy” spiegandone le scelte e dando voce alla popolazione cubana.
7 personaggi accomunati dallo sfondo suggestivo del lungomare cubano, El Malecon, e dal pensiero che non vi siano prospettive future.
Dal film traspare la tiepida e calma attesa che gli abitanti vivono, aspettando un cambiamento del sistema o accettandolo serenamente così com’è.
Laboratorio Audio Video Campus di Savona, Università di Genova.
Riprese a cura di Lorenzo Martellacci e Giorgia Losi.
Montaggio a cura di Lorenzo Martellacci e Giorgia Losi
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Video intervista ai ‘videoteppisti’ Antonio e Flavia. Chiacchierata intorno alla loro produzione ultra-indipendente e al loro modo di vivere il cinema e l’arte.
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Intervista al regista cubano Arturo Sotto, sezione Cuba50 al Bellaria Film Festival.Il regista ci racconta del viaggio attraverso l’isola costruendo un documentario on-demand.Infatti è stato chiesto a tutti gli abitanti di Cuba di segnalare alla radio o alla televisione, avvenimenti magici, usi e costumi che si possano definire surreali.Dopo aver raccolto le telefonate la troupe si è recata a filmare le testimonianze con l’intento di stimolare a documentare l’immaginazione della gente.
Riprese a cura di Lorenzo Martellacci e Giorgia Losi
Montaggio a cura di Lorenzo Martellacci e Giorgia Losi
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Presentato oggi pomeriggio al cinema Astra per la rassegna “Cuba 50: Il futuro è oggi”, questo documentario di circa un quarto d’ora risulta molto interessante più per la tematica affrontata, che per lo stile utilizzato.
In occasione del quarantesimo anniversario dalla morte di Che Guvara, il regista A. Vidal intervista in Bolivia diverse persone, dichiaratamente prese sul momento, chiendogli se sanno chi è il Che ed eventualmnte cosa ne pensino.
Alcuni non lo sanno e altri lo vedono negativamente, pensando che comunismo sia sinonimo di dittatura.
L’intervista più importante è quella fatta ad un signore che afferma che Che Guevara è stato tradito dai contadini perchè non sapevano chi fosse e avevano paura di lui, dato l’aspetto (barba lunga, armi, ecc.).
Questo fa capire quanto la conoscenza o la sua assenza possono cambiare il corso della Storia. Anche in questo senso, la frase iniziale “Chi dimentica la storia è condannato a ripeterla un’altra volta” è indubbiamente significativa.
La forma dell’opera è molto semplice e non troppo interessante di per sè, in quanto è un montaggio alternato delle varie interviste.
Nonostante ciò, al regista va dato il merito di aver saputo trasmettere messaggi importanti e profondi in pochissimo tempo, dimostrando d’avere una buona capacità di sintesi.
Ottima la scelta delle musiche.
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Tra il 1971 e il 1976, Edward Pincus decide di catturare su pellicola la quotidianità nella quale è immerso. Sé stesso, sua moglie Jane, i suoi bambini Ben e Sami e alcuni amici, sono i protagonisti di questo documentario, che ci mostra i piccoli mondi di ognuno di essi.
Il cinema diretto si fa complice di un’esperienza psicologica, esistenziale.
E’ il rapporto tra Ed (Edward) e Jane il perno principale di questi cinque anni, un rapporto vissuto alla ricerca di un equilibrio interiore, messo in crisi dal labile confine dello spazio di libertà sessuale dei due partners.
In duecento minuti di inquadrature esteticamente belle e originali, ”Diaries” mette in luce la vulnerabilità psicologica dell’essere umano, che emerge al di sopra di tutto, anche al di sopra dell’immagine serena del tenero Ben che gioca nel prato con Sami e il cane.

Approfondimenti:
Articolo su nytimes.com dedicato a “Diaries”
Bio dell’autore su pincusandsmallfilms.com
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K_Lab è un progetto realizzato da Cesar Meneghetti insieme alla collaborazione con il fotografo Enrico Blasi e il video reporter Sam Cole.
eccovi l’intervista di presentazione del loro lavoro!
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Quest’oggi Valentina e Juri, i due addetti all’accoglienza, sono stati immersi di domande sul perchè un cartello diceva che alle 20:30 al cinema Astra fosse proiettaro “E il dado?” in contemporanea a uno dei film di J. Temple.
Stasera il dilemma è stato risolto: “E il dado?”, cortometraggio di Silvio Canini, è stato un fuori programma che ha preceduto la proiezione di “Sex pistols number one”.
Un’ottima scelta, data la qualità della pellicola e le reazioni entusiaste del pubblico in sala.
L’opera di Canini si basa su un’idea molto semplice: telecamera fissa sul busto di Giulio Cesare, su un ponte del fiume Rubicone, con varie persone che a turno esprimono dei loro pensieri e delle loro riflessioni, spesso spiritose, sul grande personaggio storico. Circa due terzi dello schermo viene occupato da questa inquadratura in bn, mentre nel rimanente viene mostrata una piccola fotografia a colori delle persone che stanno parlando. Il titolo lo si deve alla frase incisa sulla scultura “il dado è tratto”, spesso pronunciata anche alla fine dei discori dei vari passanti-commentatori.
Gli spettatori, piuttosto numerosi, hanno dimostrato, con risate e qualche apllauso isolato, il gradimento per la pellicola, che è risultata divertente e originale, pur basandosi su un soggetto semplice.
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Alessio Fattori ci ha raccontato come ha realizzato il trailer per la ventisettesima edizione del Bellaria Film Festival.
