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Epilogo…Blob della 27esima edizione del Bellaria Film Festival

Siamo giunti alla fine,è stata una settimana faticosa ed intensa.

Qui trovate un breve riassunto video del festival.

Riprese a cura di tutto lo staff, Montaggio : Giada Tartarini.

ciaoooooooooooooooooooooooo



Intervista a Sandra Gómez, El futuro es hoy, Cuba 50

Intervista alla regista cubana Sandra Gómez che ci racconta il suo documentario “El futuro es hoy” spiegandone le scelte e dando voce alla popolazione cubana.

7 personaggi accomunati dallo sfondo suggestivo del lungomare cubano,  El Malecon, e dal pensiero che non vi siano prospettive future.

Dal film traspare la tiepida e calma attesa che gli abitanti vivono, aspettando un cambiamento del sistema o accettandolo  serenamente così com’è.

Laboratorio Audio Video Campus di Savona, Università di Genova.

Riprese a cura di Lorenzo Martellacci e Giorgia Losi.

Montaggio a cura di Lorenzo Martellacci e Giorgia Losi



Intervista ad Arturo Sotto, Breton es un bebè, Cuba 50
Giugno 4, 2009, 3:25 pm
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Intervista al regista cubano Arturo Sotto, sezione Cuba50 al Bellaria Film Festival.Il regista ci racconta del viaggio attraverso l’isola costruendo un documentario on-demand.Infatti è stato chiesto a tutti gli abitanti di Cuba di segnalare alla radio o alla televisione, avvenimenti magici, usi e costumi che si possano definire surreali.Dopo aver raccolto le telefonate la troupe si è recata a filmare le testimonianze con l’intento di stimolare a documentare l’immaginazione della gente.
Riprese a cura di Lorenzo Martellacci e Giorgia Losi

Montaggio a cura di Lorenzo Martellacci e Giorgia Losi



Recensione del film “XXX años despuès”, di A.Vidal, Cuba 50
Giugno 3, 2009, 10:03 pm
Archiviato in: Fuori concorso | Tag: , ,

Presentato oggi pomeriggio al cinema Astra per la rassegna “Cuba 50: Il futuro è oggi”, questo documentario di circa un quarto d’ora risulta molto interessante più per la tematica affrontata, che per lo stile utilizzato.
In occasione del quarantesimo anniversario dalla morte di Che Guvara, il regista A. Vidal intervista in Bolivia diverse persone, dichiaratamente prese sul momento, chiendogli se sanno chi è il Che ed eventualmnte cosa ne pensino.
Alcuni non lo sanno e altri lo vedono negativamente, pensando che comunismo sia sinonimo di dittatura.
L’intervista più importante è quella fatta ad un signore che afferma che Che Guevara è stato tradito dai contadini perchè non sapevano chi fosse e avevano paura di lui, dato l’aspetto (barba lunga, armi, ecc.).
Questo fa capire quanto la conoscenza o la sua assenza possono cambiare il corso della Storia. Anche in questo senso, la frase iniziale “Chi dimentica la storia è condannato a ripeterla un’altra volta” è indubbiamente significativa.
La forma dell’opera è molto semplice e non troppo interessante di per sè, in quanto è un montaggio alternato delle varie interviste.
Nonostante ciò, al regista va dato il merito di aver saputo trasmettere messaggi importanti e profondi in pochissimo tempo, dimostrando d’avere una buona capacità di sintesi.
Ottima la scelta delle musiche.