BACK TO FERRANIA

 

banca carige
Banca Gruppo Carige Ferrania Non più in funzione dal 2015 per via del ridotto utilizzo da parte dei cittadini e quindi per lo scarso ritorno economico .

Intervista condotta a Ferrania, 9/11/2017

Il cielo sopra Ferrania non mostra mai con leggerezza i raggi del sole, ed è proprio sotto un’incessante pioggia che avviene ,il nove di novembre , una serie di brevi interviste condotte dalla nostre colleghe Monica Coscia, Gaia Cifone, Marika Strazzeri e Federica Bosco.

Arrivati a Ferrania, si può notare la quasi totale assenza di passanti e si nota subito lo stato di abbandono della centrale elettrica di Ferrania.

 

 

fiume ferrania
Ferrania/Fiume Bormida In passato la valle di questo fiume finì al centro delle cronache italiane per i seri problemi ambientali causati dall’inquinamento chimico dato che veniva scaricato direttamente nelle sue acque delle sostanze chimiche assai tossiche (benzene, fenolo e molti altri derivati di lavorazione del petrolio e dei coloranti).

Entrati nel vecchio circolo ricreativo del dopo lavoro, l’aspetto assomiglia a quello della centrale poiché anch’esso abbandonato, a volerlo descrivere si direbbe quasi inquietante.

All’ingresso della vecchia fabbrica di Ferrania , dove un tempo si producevano le vecchie pellicole, si possono notare altre due fabbriche: la Ferrania Solis e la Ferrania Technologies dove rispetto ai cinquemila addetti di una volta oggi ne troviamo solamente un’ottantina.

Di seguito ,ecco riportate le trascrizioni delle interviste fatte ad alcuni ex dipendenti, disponibili a riportare la loro esperienza lavorativa e di vita di quei tempi:

“Io sono entrato nel 1979, inizio anni ’80 con le imprese, che erano l’indotto che operava all’interno del nostro stabilimento. Sono entrato fisso poi a Ferrania 3M nel 1984 avvicendandomi a mio papà che aveva terminato il suo percorso di quarantadue anni di lavoro in fabbrica. ci sono stato fino al 2007, anno in cui sono stato avviato in cassa

persone bar ferrania
Ad oggi a Ferrania rimangono ben pochi negozi e servizi . Vi sono rimasti le Poste , una Tabaccheria , una Macelleria, una Farmacia e un Bar che consentono ai cittadini ferraniesi di poter continuare a vivere a Ferrania nonostante le difficoltà e il degrado.

integrazione per poi essere avviato al passaggio successivo che è quello della mobilità, tre anni di mobilità e poi al licenziamento. Mi è pesato perché io tutt’ora sono senza lavoro e mi appoggio ancora alla mia famiglia e a mia madre che è in pensione e cerchiamo di andare avanti così anche perché sono invalido e non ho trovato altre occupazioni. Non ho mai vissuto a Ferrania, ho partecipato ad alcune attività nel dopo lavoro e portavo a casa un bello stipendio e con un lavoro tutto sommato non pesante, a volte entusiasmante a volte meno perché poi insomma, è un lavoro di fabbrica.”

“Una volta era bella Ferrania, le strade…  tenute bene, era tutto pulito. I ponti erano in

dopo lavoro ferrania
Dopolavoro Cral/3MClub Era il vero punto cardine della vita sociale di Ferrania . L’edificio svolgeva la funzione di sala cinematografica , teatro con palco e quinte e sala da ballo. Artisti come Carosone, Buscaglione venivano ad intrattenere con spettacoli e canzoni i soci del Dopolavoro. Al Cinema venivano proiettati i film in bianco e nero. Inoltre il Dopolavoro veniva allestito anche come sala da ballo. Altre attività legate al dopolavoro erano campionato nazionale di bocce boccia d’oro . Sede del 3Mclub ,che comprendeva diverse sezioni: tornei di calcio, tornei di tennis , tornei di bocce , turismo (gite in Russia, negli Stati Uniti,ecc) , sezione sci (settimane bianche monte bianco) , mineralogia , fotografia , bocciodromo coperto e tennis coperto .

buone condizioni, non come adesso. C’era un cinema, proiettavano dei bei film ,c’era una bella sala e quando le proiettavano venivano dei cantanti anche abbastanza famosi tipo Fred Buscaglione”

“La fabbrica occupava circa cinquemila operai, più l’indotto, noi siamo tutti cresciuti con i nonni ,coi papà, con gli zii che sono stati da sempre occupati qui nella fabbrica, c’era un cinema, era un paese vivo!! C’erano centinaia di ragazzi, ci si divertiva , le compagnie erano qua e non si andava via, anzi venivano le persone da fuori perché era proprio un bel paese”

“C’era più movimento, c’erano più negozi di adesso , ora c’è meno gente, io sono arrivato trent’anni fa, facevo il macellaio, ora che c’è meno lavoro si cerca di tirare avanti”

Di seguito, ecco riportato il documentario “Back to Ferrania”.

 

 

 

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