EN TIERRA EXTRAÑA

En tierra extraña il documentario della regista Iciar Bollaín ci racconta le storie comuni di giovani spagnoli, emigrati ad Edimburgo a causa della crisi economica, al fine di trovare un futuro migliore.
Affronta un nuovo tipo di migrazione, quella interna europea.
Le voci che ritroviamo nel film sono molteplici.
Ci sono giovani laureati che dopo anni e anni di studi sono stati  costretti a lasciare il proprio paese per andare a svolgere un lavoro per nulla attinente con le proprie competenze, si tratta di impieghi umili, ma comunque retribuiti a sufficienza per poter vivere dignitosamente. Cosa che non gli è permessa in patria.Viene definita” Generazione frustrata”, ne fanno parte trentenni che non hanno la possibilità di costruirsi una famiglia.
Ci troviamo in una società capitalista in cui lo stato ha abdicato, ha prodotto una generazione preparata, ha investito molto sulla formazione dei giovani, ma non è in grado di garantire un futuro lavorativo.
Il film tratta anche le vicende di donne che dopo aver lavorato una vita intera sono rimaste disoccupate e senza alcuna prospettiva in patria, sembrano coloro che soffrono maggiormente questa condizione di migranti.

 

Abbiamo intervistato il professor Luca Queirolo Palmas, ricercatore di Sociologia presso l’Università di Genova, il quale ci ha aiutato a comprendere meglio le dinamiche e i concetti chiave di questo film, attraverso i suoi studi sociologici e anche attraverso la sua esperienza di due anni a Barcellona.

 

La Spagna è caratterizzata da una società capitalista, la quale è stata catturata dalla voragine del debito, in cui i giovani, che hanno avuto accesso all’università, non hanno trovato la possibilità di realizzare i sogni a cui hanno dedicato impegno ed energia. Tutto ciò è stato causato dalle politiche le quali hanno chiuso le possibilità ad una generazione matura, capace, formata e consapevole; questi ragazzi “scappano” dal loro paese in quanto la sua società smette di produrre sogni e desideri per la parte più giovane e formata della popolazione.

 

Attraverso le testimonianze riportate nel film dei giovani stabilitisi ad Edimburgo, si possono ricostruire i loro sentimenti di rabbia, delusione e amarezza che li portano ad essere identificati dalla società come generazione allo sbando, ma loro preferiscono identificarsi come una “generazione frustata”, in quanto sia la propria patria sia il paese che li ospita non gli danno la possibilità di mettere a valore ciò per cui hanno studiato. Nella nuova terra cercano di spiegare i propri sentimenti utilizzando la metafora del “Guanto Spaiato”, con cui si identificano e da cui prenderà il nome la protesta che i ragazzi portano davanti ai cancelli del Consolato Spagnolo di Edimburgo.

Il punto chiave del film è la capacità dei protagonisti di tenere insieme due aspetti: da un lato il sentimento di umiliazione generato dal collasso di un sogno, e dall’altro la loro capacità di riprendere in mano la propria vita e provare a immaginarsi nuovamente.

Chiara Moreschini, Roberta Eufrate

 

Annunci

Laboratorio Audiovisivi Corso di Scienze della Comunicazione – Università degli Studi di Genova

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: