VOYAGE EN BARBARIE / UNDER THE SKIN

Il film-documentario realizzato dalla regista Cècile Allegra in collaborazione con Delphine Deloget descrive la drammatica situazione nei campi di tortura situati nel Sinai.
Alla base di quella che è una vera è propria tratta di esseri umani, vi sono interessi economici, come afferma uno dei trafficanti intervistato dalla registra. Rapimenti organizzati dai trafficanti per poi chiedere riscatti molto alti alla famiglie dei rapiti.
I migranti vengono messi in contatto telefonico con le loro famiglie e sottoposti a torture di ogni tipo per estorcere quanto più denaro possibile ai familiari.

 

In questi campi operano dei veri e propri professionisti della tortura, pagati dai trafficanti, a volte però questi torturatori si lasciano prendere la mano, arrivando al punto di uccidere gli ostaggi. Le condizioni di detenzione sono terribili e per certi versi simili a quelle dei campi concentramento nazisti, per questo no deve stupire se la mortalità tra i migranti arriva circa al 20% dei detenuti.
In tutto questo spesso non vi è nemmeno una logica commerciale, poiché molti rapiti muoiono a seguito delle terribili condizioni di detenzione e delle continuative e brutali torture subite mentre i trafficanti perdono così i soldi che avevano “investito”. Malgrado i migranti provengono principalmente dall’Eritrea, uno dei paesi tra i più poveri del mondo, stupisce il fatto che i migranti vengono comprati dai trafficanti per 5.000 $ a persona e il riscatto chiesto alle famiglie è più del doppio.
Questi trafficanti asseriscono di non aver nulla contro i rapiti a sentir loro questa tratta di esseri umani sarebbe un normale commercio del quale parlare liberamente.

Si stima che dal 2008, circa 50.000 persone sono state catturate nel Sinai, 12.000 non sono sopravvissute. Malgrado il governo egiziano conosca questa situazione, nulla di concreto è mai stato fatto per porre fine a questo stato di cose.
Il film asciutto e diretto riporta le interviste a vittime e carnefici, le immagine crude e reali non possono lasciare lo spettatore indifferente. Un film assolutamente da vedere per farsi un’idea più precisa e personale su quanto c’è dietro ilfenomeno della migrazione che sta sconvolgendo il nostro tempo.

La speranza è che il coraggioso lavoro di Cècile Allegra e di Delphine Deloget possa essere diffuso in tutto il mondo, attraverso questo drammatico film-documentario, arrivando a toccare la coscienza degli spettatori inducendoli a fare pressioni presso i loro governi per portare alla luce queste vicende per troppo tempo dimenticate.

Andrea Iannaccone

 

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Laboratorio Audiovisivi Corso di Scienze della Comunicazione – Università degli Studi di Genova

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